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Mappe dei sentieri sul Monte Canto

Cartina dei sentieri del Parco

Cartina dei sentieri GEAM

Perimetro del PLIS

Video aereo
Una passeggiata sul Canto

Condividiamo una risposta inviata a un visitatore del sito che ci chiedeva informazioni su come visitare il Monte Canto.

Ciao Enrico, posso darti 4 info per la tua gita/escursione sul monte canto. Questa montagnola alta 750 m. è circondata da paesi che hanno, ciascuno, sentieri che dalla base portano alla cima. Se ti vuoi portare già a metà percorso è molto bella ed agevole (anche per bambini) la mulattiera che parte dalla frazione di Fontanella che fa parte del comune di Sotto il Monte. Proprio all’inizio della mulattiera c’è la bellissima millenaria abbazia di S. Egidio alla quale non si può accedere solo nei momenti nei quali si tengono le messe (alla domenica le messe sono alle 10 e alle 18). Un libricino su storia e arte dell’abbazia è disponibile in una piccola libreria –sul retro- vicina al relativo chiostro, aperta dalle 11,30 alle 12,30; dalle 16 alle 18 e dalle 19,30 alle 20,15.. L’abbazia è separata dalla “casa di Emmaus” da una stretta stradina. La Casa di Emmaus –sorta una quarantina d’anni fa- fu voluta ed ha ospitato Padre David Maria Turoldo –il prete scomodo alle gerarchie della chiesa cattolica- che ci ha lasciato una grande e preziosa eredità di insegnamenti.

La mulattiera che parte dal sagrato dell’abbazia di Fontanella ha solo un primo tratto di 150 m. un po’ ripido mentre nella parte rimanente presenta diversi tratti in leggera salita o falsopiano che portano agevolmente in circa 45 minuti al borgo situato in cima . Sul cucuzzolo più alto del monte, a circa 150 m. dal borgo, c’è anche una chiesetta (S. Barbara) da dove, nelle giornate di tempo molto sereno si vedono a sud gli appennini e ad ovest e nord si può vedere la catena delle alpi dal Monviso, al monte rosa ai ghiacciai del bernina. A te, che vieni da Brescia, dico che si vede anche il monte Guglielmo e il monte orfano di Rovato. In uno spiazzo del borgo v’è una bacheca che riporta i sentieri del fronte sud del canto e –sul retro- quelli del versante nord. Nello spiazzo vicino alla chiesetta ci sono alcune panchine e gli escursionisti spesso si fermano proprio li per una sosta e pic-nic. Se dopo aver fatto pic-nic te la senti di camminare ancora puoi addentrarti in qualche sentiero che dalla periferia ovest del borgo entra nei boschi.

Il borgo del canto risale all’epoca medioevale ed è stato abitato fino agli anni 50 del secolo scorso, data in cui lassù vivevano ancora una sessantina di persone. L’ultimo residente storico (il "Paolì") è deceduto una dozzina di anni fa. Dopo gli anni 50 il borgo è stato a poco a poco abbandonato: la vegetazione infestante, le intemperie, i furti di opere in pietra e ferro battuto e il colpevole disinteresse dei comuni che contornano il Monte hanno portato il borgo ad una situazione di grave degrado. Quando l’Amministrazione di Pontida (il borgo del canto insiste sul territorio comunale di Pontida) circa un anno fa – dopo 50 anni di abbandono e di degrado- si sveglia ed emana una ordinanza urgente di messa in sicurezza del borgo obbligando ERSAF (la forestale della regione Lombardia) ad intervenire con appalti che la forestale affida a ditte private che iniziano ad abbattere edificio per edificio fino ad altezza di circa 150 cm. da terra con la motivazione della “messa in sicurezza” il nostro “Comitato del parco del monte Canto e del Bedesco” si mobilita, fa passeggiate di protesta, raccoglie firme, organizza assemblee pubbliche, presenta mozioni alla Forestale della Lombardia, in Regione Lombardia, al Presidente Formigoni, in Provincia e altre Istituzioni che trovano risposta nella sospensione dei lavori di demolizione, nella continuazione dell’opera di rimozione della vegetazione infestante e nella realizzazione di robuste “reti paramassi” alte 4 metri che permettono così agli escursionisti di visitare/attraversare il borgo in tutta sicurezza senza che fosse necessario demolire tutto. Ad oggi, oltre alla posa delle reti paramassi, si è provveduto ad estirpare la vegetazione infestante, soprattutto quella – tipo edera- che si incunea tra pietra e pietra dei muri forzandoli e rendendoli precari. Anche la Sovrintendenza si è dovuta muovere rilevando in loco quali costruzioni potrebbero essere utilmente recuperate e quali si trovano in così grave stato da non poter più essere oggetto di recupero. Il Comitato del Monte canto e bedesco –entità che non dispone di risorse se non del volontariato di un piccolo gruppo– è impegnato sia sul fronte del progetto di recupero del borgo che nell’attività di protezione eco-ambientale di tutto il monte che è soggetto alla pressione edilizia delle società immobiliari e dei comuni che colpevolmente rendono sempre più edificabili preziosissime fasce collinari.

Ti auguro, infine, buona escursione. Un saluto. Paolo Moretti

San Tomè di Carvico

Prossimamente dovremmo riuscire a mettere a disposizione delle pubblicazioni originali sugli scavi di San Tomè.
Intanto riportiamo questa descrizione tratta dal sito del Movimento Lento:
I resti della piccola chiesa, all'origine una costruzione in legno del VII secolo d.C., sono situati in una piccola radura in un bosco. Fra l'VIII e il IX secolo venne edificata la chiesa in muratura di cui oggi si notano i resti della navata, dell'abside semicircolare e del nartece. Successivamente, nell'XI secolo, il piccolo nucleo abitativo fu fortificato con un fossato ed un terrapieno.
Gli scavi archeologici hanno permesso il ritrovamento di nove sepolture e di frammenti di suppellettili di uso quotidiano. Il sito fu abbandonato dopo il XII secolo.

Un modo originale di festeggiare il compleanno sul Canto

(Ringraziamo Wile per averci concesso il filmato)

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