Il PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) è lo strumento amministrativo attraverso il quale i comuni possono tutelare il parco e ricevere i finanziamenti regionali ed europei. Questa è la ricostruzione storica della vicenda che ha portato all'attuale stallo del progetto.

Noi chiediamo con forza a tutte le amministrazioni comunali coinvolte che il progetto del PLIS venga rilanciato e perseguito con determinazione!

Le origini – 1993/1994

Sotto l’impulso del Comune di Carvico si inizia un programma di pulitura dei sentieri, allestimento di bacheche, visite organizzate sulla flora e sulla morfologia del terreno e distribuzione di depliant.

A questa iniziativa aderiscono i Comuni di Ambivere, Mapello, Pontida, Sotto il Monte e Villa d’Adda.

L’idea del PLIS – 1999

Carvico e Villa d’Adda lanciano l’idea di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale fra i due comuni, vale a dire una libera convenzione tra comuni con l’intento di riservare parte del loro territorio ad uso di Parco così da creare un polmone verde nell’estremo nord dell’Isola Bergamasca.

I comuni di Ambivere, Calusco d’Adda, Mapello, Sotto il Monte, Pontida, Terno d’isola, Chignolo d’Isola e Solza chiedono l’adesione al progetto del PLIS che, a quel punto, prende la denominazione di Parco del Monte Canto e Del Bedesco.

Il PLIS prende forma – 2003/2004

Da parte della provincia c’è il riconoscimento ufficiale dell’esistenza del PLIS. Questo si accompagna, nel 2004, alla presentazione di 7 obiettivi che rappresentano il progetto del Monte Canto e che la Regione Lombardia fa propri inserendoli come progetto pilota per lo sviluppo della "Collina Lombarda".

Lo STER chiede alla Regione Lombardia il finanziamento di tre progetti ambientali in provincia di Bergamo:

  • Miniere di Clusone;
  • Bosco in Città di Bergamo (attorno al nuovo ospedale);
  • Progetto della Collina Lombarda: il PLIS del Monte Canto e Del Bedesco.

Quest’ultimo viene inserito nel programma triennale della Regione Lombardia 2005-2008, la quale si dice pronta a finanziare il progetto con 4 milioni di euro e ne anticipa 300.000€ per mettere alla prova i Comuni sulla gestione del progetto.

Il primo obiettivo: il recupero ambientale – 2005/2007

Dei 7 obiettivi il primo e più urgente è la "Sistemazione dei boschi del Canto". Il terreno, franoso ed instabile, soffre dell’incuria in cui è lasciato. È necessario procedere ad un taglio selettivo del bosco per stabilizzare il terreno. Questo taglio selettivo, secondo i calcoli dell’ERSAF e della STER, è in grado di fornire 7000 tonnellate di legna/anno continuativamente (considerando il tempo di crescita e rinnovo del bosco).

Con una quantità di legna di questo genere è possibile, si calcola, alimentare 14 centrali a biomassa tra le 250 e gli 800 kW termici in grado di riscaldare, tramite teleriscaldamento, gli edifici pubblici di tutti i comuni che formano il PLIS.

Come progetto pilota si decide di partire con la costruzione di una centrale a Calusco d’Adda.

Le amministrazioni, con Carvico comune capofila, riuniscono gli agricoltori locali. A questi viene proposto di provvedere al taglio della legna garantendo un pagamento di 6,5€/quintale (contro un valore di acquisto della legna sul mercato di 4€/quintale), vista la difficoltà di raccolta della legna su pendici come quelle del Monte Canto.

Il tutto si inquadra nella volontà di sviluppare una filiera del legno corta, che permetta cioè ai coltivatori e alle amministrazioni locali di beneficiare delle risorse naturali presenti nel loro stesso territorio: gli agricoltori tagliano la legna ottenendone un reddito –> il comune la brucia producendo calore con cui scaldare i propri edifici, garantendosi un risparmio e migliorando la propria impronta ecologica –> il bosco si mantiene pulito ed il nostro territorio collinare si assesta.

Cosa non funziona? Gli agricoltori coordinati dalle loro associazioni di categoria, in particolare dalla Coldiretti, in un primo momento si dicono d’accordo. Poi, al momento della firma dell’accordo, per scelte ancora non chiare, gli agricoltori locali non procedono alla firma.

A questo punto l’ERSAF, gestore dei soldi della Regione, si trova costretta a dare in gara il taglio del bosco tramite procedura regionale. L’appalto viene vinto da un’impresa di boscaioli di Varese. Vengono individuati i primi 300.000 m² di bosco: il taglio produce una quantità di legna pari a 1.200 tonnellate. La legna così raccolta è sufficiente al funzionamento della centrale a biomassa per un totale di circa tre anni.

In questi tre anni vengono via via tagliati, per manutenzione da parte dei comuni, altre 300 tonnellate di legna. Questo quantitativo permette di coprire tutte le stagioni di riscaldamento sino all’inverno 2009-2010.

Il blocco del PLIS – 2005/2014

Nel 2005 con il cambio delle amministrazioni, l'inedia delle amministrazioni rallenta e finisce per bloccare definitivamente il PLIS. Salvo piccole eccezioni, questa situazione di stallo prosegue per circa un decennio.

La nuova convenzione del PLIS – 2015

Nel 2015, per spinta di alcuni comuni del PLIS, vede la luce una nuova convenzione che assegna al Parco Adda Nord la gestione del PLIS e ai comuni aderenti è riconosciuto il potere di indirizzo e controllo sulla pianificazione e programmazione. La convenzione è approvata dal Consiglio di gestione del Parco il 4/6/2015 con delibera n. 32.
Nello stesso anno sei comuni approvano la nuova convenzione:

  • Ambivere Delibera CC n. 19 del 6/8/15
  • Carvico Delibera CC n. 19 del 29/6/15
  • Mapello Delibera CC n. 28 del 2/7/15
  • Solza Delibera CC n. 24 del 1/7/15
  • Sotto il Monte Delibera CC n. 25 del 31/7/15
  • Terno d'Isola Delibera CC n. 32 del 29/9/15

Come si legge nel documento, la convenzione è aperta, per cui anche gli altri comuni originariamente presenti nel PLIS, nel tempo possono entrarci liberamente, e cioè Calusco, Chignolo, Pontida, Villa d’Adda.

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